< Capitolo 1 | Sogno a Versailles
lunedì, 04 febbraio 2008

Mara si svegliò con un fortissimo mal di testa.

Aveva fatto un sogno stranissimo, doveva smetterla di bere gin-lemon, visto che faceva quest’effetto.

Aprì con calma gli occhi, memore delle bevute passate, e lentamente riuscì a mettere a fuoco la stanza.

Evidentemente, nel gin-lemon ci doveva essere qualche droga.

Scosse la testa, quasi a voler negare la vista di quella stanza antica.

Poi, la porta si aprì, e lei scorse, di nuovo, quella persona che sembrava uscita dal carnevale di Venezia.

-Mia signora, state bene?-

Voleva rispondere che no, non stava bene, e insieme chiedere perché la stava chiamando mia signora e altre tremila cose che si mischiavano nella sua mente, ma l’unica cosa che fece fu annuire.

-Ah, bene. Signora, ci avete fatto prendere un bello spavento quando siete caduta da cavallo.-

Lei lo guardò, emettendo le prime sillabe da quando era arrivata:

-Cavallo? Ma io non so andare a cavallo!-

Vide l’uomo guardarla come se avesse detto una stupidata, infatti disse:

-Signora, so che vi piace scherzare, ma questa… la migliore cavallerizza del regno che non sa andare a cavallo.-

Frena! Regno? Ok, aveva sbattuto la testa da qualche parte.

-Sai, credo di essermi presa una bella botta.-

-State bene?-

-Si, penso di si. Solo, non mi ricordo.-

-Cosa non si ricorda?-

-Beh, nulla!-

-Co-come nulla?-

-Nulla! Chi sono? Dove sono? Nulla!-

-E’ sicura, mia signora?-

-Sicurissima.-

-Forse sarà meglio chiamare un dottore.-

-E’ un’idea come un’altra.-

E così l’uomo andò via, lasciando Mara con i suoi pensieri.   

 

Le parole dell’uomo le ronzavano nella testa, mentre il suo sguardo si spostava per la stanza.

Stava iniziando a dubitare di se stessa. Come poteva essere finita in un altro mondo? Eppure, sembrava tutto così reale. E’ solo un sogno, continuava a ripetersi, ma ormai nemmeno lei ci credeva più.

Si sdraiò sul letto, desiderando con tutta se stessa che arrivasse un segno a dirle che non era impazzita, che veramente fino a ieri sera lei aveva vissuto nel 2000.

Non aveva avuto nemmeno il coraggio di chiedere in che anno erano, o se erano sulla Terra, o chissà che altro.  La paura le attanagliava lo stomaco,  impedendole di pensare.

Silenziosamente, iniziò a piangere,  fino al punto in cui sembrava che una diga dentro si lei si fosse rotta, perché continuava a piangere, senza sapere come fermarsi.

Fu con le lacrime agli occhi che si addormentò di nuovo.

postato da: Cecilia87 alle ore 18:03 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    26 Febbraio 2008 - 16:24
 
l'ho già commentato su space live... però un gin lemon lo gradirei pure io, non corretto grazie! vedo che non l'hai continuato, con tutti i casottoni accaduti non mi stupisce... o è il surplus di pg che ci sommerge??? ziau!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Velena1970

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